Tersatica: Fiume antica tra Liburni, Roma e leggenda

Il nome più corretto per la Fiume romana è Tarsatica, attestato anche nelle forme Tharsatica e Tharsaticum. Il titolo “Tersatica” richiama però il legame con Tersatto (Trsat), il colle che domina l’attuale Rijeka e nel cui nome sopravvive, trasformata, una parte della memoria antica della città.

Oggi Rijeka/Fiume appare soprattutto come città portuale moderna del Golfo del Quarnaro. Ma sotto questa immagine recente esiste una stratificazione molto più antica: insediamenti preistorici, popolazioni illiriche, romanizzazione, fortificazioni tardoantiche, miti greci e leggende cristiane medievali.

Il territorio: il Quarnaro come cerniera adriatica

Il Golfo del Quarnaro si trova nell’alto Adriatico, tra la penisola istriana, le isole di Cres, Krk, Lošinj, Rab e la costa croata settentrionale. È una zona di passaggio: collega il mare con l’entroterra, l’Istria con la Liburnia, l’Adriatico settentrionale con le vie verso l’area danubiana.

La posizione di Fiume è particolarmente favorevole: una baia riparata, acqua dolce, un punto di controllo naturale presso la foce della Rječina e alture da cui sorvegliare il mare e le vie interne. Questa combinazione spiega perché il luogo fosse abitato e fortificato già prima dell’arrivo dei Romani.

Prima dei Romani: castellieri, Liburni e Iapodi

Le tracce più antiche di presenza umana nell’area dell’attuale Rijeka risalgono al Paleolitico e al Neolitico. In età del Bronzo e del Ferro compaiono insediamenti fortificati sulle alture, come Trsatski brijeg, Veli vrh - Gradišće sopra la Rječina e Solin sopra Martinšćica.

Questi insediamenti appartenevano a una logica tipica dell’Adriatico protostorico: non città di pianura, ma punti elevati, difendibili, capaci di controllare approdi, passaggi e territorio circostante.

La popolazione più importante della costa era quella dei Liburni, un gruppo illirico noto per la navigazione e per il controllo di ampi tratti dell’Adriatico orientale. Nell’entroterra e nelle zone più montane compaiono invece gli Iapodi, anch’essi collegati al mondo illirico, ma con una fisionomia culturale distinta. La zona di Fiume si trovava dunque in una fascia di contatto: costa liburnica, retroterra iapodico, passaggi verso l’Istria e verso l’interno.

Tarsatica romana

Con i Romani il centro abitato si spostò progressivamente verso il mare, nell’area dell’attuale città vecchia di Rijeka, presso la foce della Rječina. Qui sorse Tarsatica, città romana sulla costa liburnica e lungo l’itinerario che collegava Aquileia a Siscia.

Treccani descrive Tarsatica come una località di origine celtica o illirica, sorta nel luogo dell’odierna Fiume. Plinio la definisce oppidum, cioè centro fortificato o abitato di rilevanza locale. Questo non significa necessariamente che fosse da subito un municipio pienamente organizzato: le iscrizioni indicano una fase in cui la comunità era ancora composta da peregrini, cioè abitanti liberi dell’impero ma non ancora cittadini romani in senso pieno.

La romanizzazione però avanzò. Sotto Adriano Tarsatica risulta inserita nella tribù Sergia e dotata di strutture civiche come duumviri e decurioni, segno di un assetto municipale o comunque di una forte integrazione amministrativa romana.

Le testimonianze archeologiche

La Fiume romana non è soltanto un nome nei testi: ha lasciato tracce materiali. Nell’area urbana sono stati individuati:

  • resti di mura romane;
  • fondazioni di edifici;
  • strutture interpretate come terme;
  • porte o passaggi monumentali;
  • iscrizioni latine;
  • testimonianze del culto imperiale;
  • riferimenti alla divinità illirica Sentona.

Il monumento più evocativo è il cosiddetto Arco romano di Rijeka, nel cuore della città vecchia. Non è un arco trionfale nel senso classico, ma una sopravvivenza architettonica del nucleo romano, utile a ricordare che sotto la città moderna esisteva un centro urbano antico.

Tarsatica e la difesa delle Alpi Giulie

In età tardoantica Tarsatica assunse un’importanza strategica ulteriore. La città era collegata al sistema difensivo romano delle Claustra Alpium Iuliarum, una rete di fortificazioni e sbarramenti costruiti per proteggere l’accesso all’Italia nord-orientale attraverso le Alpi Giulie.

Secondo Treccani, il vallo costruito a difesa delle Alpi Giulie aveva a Tarsatica il suo punto terminale. Questo spiega perché, negli ultimi secoli dell’impero, il luogo diventò particolarmente rilevante: non solo porto e centro locale, ma anche nodo militare di frontiera.

Le monete ritrovate, in prevalenza dell’età di Valentiniano II, confermano l’importanza della fase tardo-romana. La città romana venne poi distrutta violentemente in età barbarica; dalle sue rovine sarebbe nata, prima dell’anno Mille, la Fiume medievale.

Tarsatica, Tersatto e Trsat

Il nome Tarsatica scompare come città romana, ma non del tutto come memoria. Una sua trasformazione sopravvive in Tersatto, oggi Trsat, il colle orientale sopra Rijeka, sulla riva sinistra della Rječina.

Trsat è importante per tre motivi:

  1. è un punto strategico naturale, già significativo in età preromana;
  2. conserva il castello, legato alla storia medievale della regione;
  3. ospita il santuario mariano di Nostra Signora di Trsat, connesso alla leggenda della Santa Casa.

Il passaggio da Tarsatica a Tersatto/Trsat mostra come i nomi dei luoghi possano sopravvivere anche quando cambiano popoli, lingue, religioni e strutture politiche.

La leggenda della Santa Casa: da Trsat a Loreto

La leggenda più famosa collegata a Trsat non è romana, ma medievale e cristiana. Secondo la tradizione, nel 1291 la casa della Vergine Maria di Nazareth sarebbe stata trasportata miracolosamente dagli angeli fino a Trsat. Dopo un periodo sul colle, la casa sarebbe scomparsa e riapparsa in Italia, a Loreto, dove ancora oggi esiste il celebre santuario.

Una versione più storicizzata collega la vicenda alla famiglia Frankopan, signori medievali della regione. In particolare, Nikola I Frankopan avrebbe fatto verificare le misure delle fondamenta a Nazareth e avrebbe avuto un ruolo nella custodia o nella trasmissione della memoria della Santa Casa.

Per questo Trsat è un luogo chiave nella tradizione lauretana: nella leggenda, è la tappa adriatica precedente all’arrivo della Santa Casa nelle Marche.

È possibile che il riferimento orale a un “console” derivi da una confusione con un “conte” o “principe” Frankopan. La vicenda non riguarda infatti un console romano, ma la nobiltà medievale locale.

Il mito greco delle Apsirtidi

Accanto alla leggenda cristiana esiste anche una tradizione mitica più antica, collegata al Quarnaro e alle isole di Cres e Lošinj. In età antica queste isole erano note come Absyrtides o Apsirtidi.

Il nome veniva collegato ad Absirto, fratello di Medea. Secondo una versione del mito degli Argonauti, Medea, fuggendo con Giasone dopo la conquista del vello d’oro, avrebbe ucciso il fratello Absirto; i resti del corpo sarebbero stati dispersi o portati dalle onde presso quelle isole.

È un mito, non un fatto storico, ma è significativo: colloca il Quarnaro dentro la geografia immaginaria dei Greci, come spazio di passaggio, fuga, mare pericoloso e memoria tragica.

Perché Tarsatica è importante

Tarsatica è importante perché concentra in un luogo solo più livelli di storia:

  • la preistoria dei castellieri adriatici;
  • il mondo illirico-liburnico;
  • la romanizzazione della costa orientale dell’Adriatico;
  • la funzione portuale e commerciale di Fiume;
  • la difesa tardoantica delle Alpi Giulie;
  • la continuità toponomastica con Tersatto/Trsat;
  • le leggende medievali della Santa Casa;
  • il mito greco delle Apsirtidi nel Quarnaro.

Rijeka/Fiume, dunque, non va letta solo come città moderna o porto industriale. È un punto di condensazione storica: mare, frontiera, passaggio, culto, memoria e mito.

Sintesi finale

La Fiume romana si chiamava Tarsatica. Prima dei Romani, l’area era abitata da comunità protostoriche e illiriche, in particolare dai Liburni sulla costa e dagli Iapodi nell’entroterra. Con Roma divenne un centro urbano e strategico, inserito nelle comunicazioni tra Aquileia, l’Adriatico e l’interno balcanico.

Nel tempo, il nome antico si trasformò e sopravvisse nel colle di Tersatto/Trsat. Qui la storia romana lascia spazio alla leggenda medievale della Santa Casa, mentre il Quarnaro conserva anche una memoria mitica greca nelle Apsirtidi, le isole legate ad Absirto, Medea e Giasone.

Tarsatica è quindi una chiave per leggere Fiume: non come luogo periferico, ma come nodo antico dell’Adriatico settentrionale.

Fonti di riferimento

  • Treccani, voce Tarsatica, Enciclopedia Italiana, 1937.
  • Visit Rijeka, Rijeka’s Beginnings.
  • Fonti e schede su Trsat/Tersatto e sul santuario della Madonna di Trsat.
  • Tradizioni classiche sulle Absyrtides/Apsirtidi, con riferimenti a Plinio, Tolomeo e al ciclo degli Argonauti.